La mia è proprio ‘na vitaccia: università, pranzetto veloce, poi altrettanto velocemente ficco una felpa, un asciugamano e l’ombrello nello zaino e me ne vado sulla spiaggia a leggere un libro (e magari a fare un bagnetto cortissimo nell’acqua gelata del Mar Cantabrico).

Mi sono appena mangiata le mie unghie lunghe di due settimane, premurandomi di scrostare lo smalto perfetto con i denti.

Regalatemi una go pro e nessuno si farà male!
(dal centro in senso orario: Brasile Brasile Brasile Turchia Corea Italia Canada) (gli europei ce fanno schifo)

(via freepudenda)

Siccome non so dire “tirchia” né in spagnolo né in inglese né in francese, utilizzo il più pratico termine di “judío” “Jew” “juif”. Tutti ridono un sacco però mortacciloro capiscono sempre.

Non sono una di quelle che vive in funzione degli astri, ma trovo quantomeno inquietante che tutte le mie più care femmine siano segni d’aria (Acquario, per lo più) e i miei più cari amici maschi segni di terra (Vergine, per lo più).

- I tuoi genitori sono divorziati?

- La tua famiglia se la passa bene?

- Cosa ne pensi del sesso pre-matrimoniale?

- Di che religione sei? E credi in Dio?

- Cosa pensi della Corea del Nord e della censura?

- Ah, perché, hai un fratello disabile?

COSE CHE HO CHIESTO A UNA COREANA vedi sopra

Dieci chilometri di sfacchinata in salita con le Superga. Et voilà!

Daje così.

È stata una notte lunga e piuttosto strana: ho indossato il mio vestito migliore, quello con i fiorellini viola e azzurri, e armata di un gran sorriso e di tutto il mio coraggio, sono andata a ballare alla festa Erasmus.

Mi ero data appuntamento alla stazione di Moyua alle undici con Elizabeth, una ragazza di Montréal che naturalmente parla alla perfezione tanto il francese quanto l’inglese: è tondetta e biondissima, ieri indossava una gonna a portafoglio rosa e una camicetta nera che le stava molto bene. Tra di noi le cose filano liscissime, sembra proprio che io abbia trovato un’amica, di quelle con cui posso parlare delle mie passioni - studia giornalismo - e con cui posso ballare fino a tarda notte senza rischiare che mi vomiti sulle scarpe o che mi lasci appesa per scapparsene con un crucco qualsiasi. Anche lei è fidanzata e anche lei pensa che questa sia una esperienza necessaria, fondamentale, e ha intenzione di sfruttarla al massimo sotto tutti i punti di vista, anche lei ha passato i miei stessi momenti di scoramento e - cosa ancora più importante - ANCHE LEI STA CERCANDO DI SMETTERE DI MANGIARE LE UNGHIE. Oggi andiamo al mare insieme a delle ragazze coreane dal nome impronunciabile (ma prometto che cercherò di non chiamarle tutte Kim solo per fare prima) e passiamo insieme la giornata. Sono stata lontana mille miglia dagli italiani, ogni volta che sentivo un ciao cambiavo rotta e d’altronde loro erano tutti là uniti a fare comunella e a prendersi in giro per i rispettivi accenti, quando una serata Erasmus offre l’opportunità di conoscere un mondo francamente incredibile. Abbiamo bevuto acqua facendo finta che fosse vodka liscia e abbiamo riso tantissimo e abbiamo schivato una dopo l’altra le avances degli ubriaconi di passaggio.

Ho conosciuto due ragazzi francesi (no, beh, in realtà molte persone francesi, ma solo due di cui valga la pena ricordarsi) uno di origine marocchina che è un po’ il boss dell’Erasmus - Simo - e un surfista di Bordeaux - Théo - che ha promesso di prestarmi la tavola quando imparerò le basi del surf. Ho passato la serata ad ascoltar parlare francese, francese, francese ovunque, ho anche timidamente accennato qualche vocabolo e chi lo sa, magari è ora che io rispolveri la lingua di Molière. La prospettiva di questa esperienza si fa sempre più rosea e ricca e non mi sembra vero di avere la possibilità di poter vivere in orizzonti così ampi da comprendere le terre d’Oltreoceano e l’Estremo Oriente e tutto quanto.

Sono contenta, molto contenta.

oh honey

(via gattigioviani)

(via calaveradea)

20aliens:

Christo and Jeanne-Claude

Secondo me da piccoli questi due facevano un sacco di capanne con le lenzuola tra il divano e il tavolo da pranzo.

(via julietwasanidiot)

Il problema del giorno è che siccome è la terza volta che mi sveglio alle sei e mezza per andare all’Università, mi scappa sempre la cacca verso le dieci e mezza e la trattengo ma poi quando torno a casa non mi scappa più e faccio solo delle puzze micidiali :’(

Ama = mamma
Amatxu (pronuncia amáciu) = mammina
Aita (pronuncia áita) = papà